Platea S. Stephani ad Meridiem

Incisione all’acquaforte, foglio di 445 x 290 mm, 420 x 260 mm (alla battuta). Vergatina veneziana a tinta paglierina. Margini ridotti. Filigrana non rilevata. Primo stato su tre (I/III). In basso al centro “Platea S. Stephani ad Meridiem” e sulla destra “VII.” in numero romano. Esemplare perfettamente conservato. Incisione tratta dal più che celebre album inciso da Antonio Visentini dai disegni di Canaletto “Urbis Venetiarum Prospectus Celebriores, ex Antonii Canal Tabulis XXXVIII. Aere expressi ab Antonio Visentini. In partes tres distributi”. Questa edizione è la prima di 38 vedute, e completa la precedente stampata nel 1735 di soli 16 fogli. Rispetto al primo stato la nuvola sopra il Palazzo Lin presenta tratti aggiunti che si inseriscono nei minuoscoli incroci a losanga; l’acqua del canale è rielaborata con l’aggiunta di moltissime linee parallele; l’increspatura è resa con tratti più ravvicinati. Succi “Le Prospettive di Venezia dipinte da Canaletto e incise da Antonio Visentini”: “Questa incisione appartiene…al gruppo primitivo ultimato da Visentini entro il 1730, come appare provato dalle vistose modifiche apportate nel 1741-42 all’ingenua resa delle onde nel primo stato…”. Antonio Visentini (Venezia 1688-1782) fu pittore, incisore e architetto. Il suo nome si lega strettamente a quello di Canaletto, con il quale collaborò, nella produzione della sua opera più famosa, appunto le 38 vedute in prospettiva. Come Canaletto lavorò quasi sempre sotto il patrocinio di Joseph Smith e della casa editrice di Giambattista Pasquali: per quest’editore disegnò ed incise anche il logo con la figura di Minerva “Litterarum Felicitas”; con lo stesso collaborò alla elaborazione della Istoria d’Italia del Guicciardini, realizzando le magnifiche testatine rappresentanti le Isole della Laguna di Venezia ed i capilettera rappresentanti vedute di Campi veneziani. Per Zatta invece incise gli spaccati del magnifico volume relativo alla Basilica Marciana “L’Augusta Ducale Basilica…”. Come pittore realizzò in collaborazione con Zuccarelli due paesaggi di fantasia e affrescò una serie di prospettive architettoniche per la Villa Valmarana di Vicenza, animate da macchiette di Giandomenico Tiepolo. Come architetto costruì per lo Smith la nuova facciatadel Palazzo Mangilli ai Santi Apostoli a Venezia e il Palazzetto Giusti alla Ca’ d’Oro. Fu professore di prospettiva all’Accademia di Venezia, occupando la cattedra precedentemente tenuta da Gianfranco Costa. Moschini “Dell’Incisione in Venezia” – Pallucchini “Mostra degli Incisori Veneti del 700” – Morazzoni “Il libro illustrato veneziano del 700” – Succi “Prospettive di Venezia” e ” Da Carlevaijs a Tiepolo ” – Montecuccoli degli Erri “Canaletto incisore”.

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