Palazzo Valier

Acquaforte e bulino di mm 354 x 279 alla battuta. Vergata forte olandese. Lievi ossidazioni. Filigrana giglio e scudo RS. In basso le diciture: “Palazzo Valier, in Canal Regio” “Palatium Valier, ad Canalem Regium” “Palais de Valier, sur le Canal Royal”; in piccolo, in basso a destra “F. ff f”; in piccolo in alto a destra “Pag. 357. “Curiosa veduta, che ricalca quella di Carlevarijs, raffigurante un palazzo ora scomparso dall’architettura particolare: edificio su due piani, con tredici luci che si aprono sul piano nobile, e chiaramente affrescato. Il foglio proviene dalla enciclopedica edizione di Georgius Graevius “Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiane”, Leida 1704 – 1723 illustrante l’intera penisola italiana, nel tomo V dell’opera in 30 volumi, stampato da Peter Van Der AA nel 1722. Normalmente i differenti incisori dell’opera trassero spunto dalla vasta riproduzione iconografica del Carlevarijs. Johann Georg Graevius (correttamente Guava o Greffe) (29 Gennaio, 1632 – 11 Gennaio, 1703) fu uno studioso tedesco nato a Naumburg. Orientato verso studi giurisprudenziali mutò i suoi interessi verso la filologia dopo l’incontro con Johann Friedrich Gronovius. Durante il suo soggiorno ad Amsterdam, sotto l’influenza di Blondel abbandonò il luteranesimo e si unì alla Chiesa riformata, e nel 1656 fu chiamato dal principe elettore di Brandeburgo per la cattedra di retorica nella Università di Duisburg. Nel 1662 si trasferì alla Università di Utrecht, dove occupò la cattedra di retorica, e in aggiunta, dal 1667 fino alla sua morte, anche quella di storia e politica. Venne insignito di un riconoscimento speciale da Louis XIV, ma fu soprattutto apprezzato da Guglielmo III d’Inghilterra, che ne fece lo storiografo reale. Le sue due opere più importanti sono la antiquitatum Thesaurus Romanarum (1694-1699, in 12 volumi), e il Thesaurus antiquitatum et Historiarum Italiae pubblicato dopo la sua morte. Peter van der Aa (Leida, 1659 – Leida, agosto 1733) fu uno dei maggiori editori europei del diciassettesimo e diciottessimo secolo, operando circa dal 1682 a Leida insieme ai suoi fratelli. Tradusse, tra le altre opere, anche quelle di Erasmo da Rotterdam, come l’Elogio della follia e pubblicò le raccolte di storia e archeologia di J.G. Graeve e le opere botaniche di Jan Gronov.

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